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about

When I was a child, the CD shop that I had near home was well stocked, but a lot expensive.
Often therefore when I went to the mall, in an electronics store or in a well-stocked supermarket, I spent a lot of time in the CD department hoping to find some discs at a discounted price, or simply lower than the store near home.
Almost always the offer was simple but exhaustive: they had both the great classics and the most popular albums, sometimes I also found some gems.
MTV was an inexhaustible resource for the discovery of new kind of music, I've spent on it endless afternoons, sometimes even evenings, considering that Brand New was a late night show.
Thanks to the Internet, the possibility of discovering new music has increased considerably, but the offer from other media has fallen hand in hand.
Fallen or changed?
MTV has moved to a broadcasting more focused on reality and junk-tv, the CD stores are less and less, in the mall and in electronics stores the offer is increasingly standardized: less and less classic, but more and more compilations and unofficial collections, the most popular records are a flattened and standardized musical dystopia, the "goodies" are represented by artists who, if they have something to say, is a message of eulogy to the void, but a conscious and bold praise in opposition to the perhaps unconscious void of the most followed singing celebrities.
In all this, there is less and less "solid" music in the spaces of aggregation, and more and more "liquid": songs that can be purchased digitally from various platforms, Spotify playlists all the same and in wire broadcasting between the hallways, or that are shot from an irreverent teenager's smartphone on public transport, hit and throw in the time of advertising to which they are the soundtrack.
Music is no longer an integral part of our concrete, but belongs to an abstract, gaseous, impalpable dimension; music has lost relevance, social, aggregative and recreational, at least for how we tended to interpret it.
But it is also true that those who do not regret the past are heartless, those who want to recreate it today are brainless, tempus fugit.
For me the Vaporwave is a combination of what we have been and what we could have been, but we are still in the middle, stagnant and scared, too far from both the destination and the starting point, in a random spot in the middle of a path from endless and often scary crossroads.
We are here, in a Non-place of the most cryptic and indecodable era of our history, an era of post-truth and compromise, of blocked social lifts and unfulfilled, unsustainable promises.
We are here, to remind us that it has already happened, that it is happening.
And to regret that past, ridiculing it in its excesses, but at the same time trying to save the good that was built, so as to have the basis from which to start.
Thank you all for your support.




Quando ero piccolo, il negozio di cd che avevo vicino casa era ben fornito, ma caro arrabbiato.
Spesso perciò quando mi capitava di andare al centro commerciale, in un negozio di elettronica o in qualche supermercato ben fornito, passavo tantissimo tempo nel reparto cd sperando di trovare qualche disco a prezzo scontato, o semplicemente più basso rispetto al negozio sotto casa.
Quasi sempre l'offerta era semplice ma esaustiva: avevano sia i grandi classici, sia gli album più in voga, a volte trovavo anche qualche chicca.
MTV era un'inesauribile risorsa per la scoperta di nuova musica, ci passavo davanti pomeriggi interminabili, a volte anche serate, considerando che Brand New lo trasmettevano tardi.
Grazie a Internet, la possibilità di scoprire nuova musica è aumentata sensibilmente, ma di pari passo è calata l'offerta da parte degli altri media.
Calata o cambiata?
MTV è passata ad una programmazione più improntata ai reality ed alla junk-tv, i negozi di cd sono sempre meno, nei mall e nei negozi d'elettronica l'offerta è sempre più standardizzata: sempre meno grandi classici, ma sempre più compilation e raccolte non ufficiali, i dischi più in voga sono una distopia musicale appiattita e standardizzata, le "chicche" sono rappresentate da artisti che se hanno qualcosa da dire, è un messaggio di elogio al vuoto, ma un elogio cosciente e sfrontato in opposizione al forse inconsapevole vuoto delle celebrità canore maggiormente seguite.
In tutto questo, c'è sempre meno musica "solida" negli spazi d'aggregazione, e sempre più "liquida": brani acquistabili in digitale da svariate piattaforme, playlist di Spotify tutte uguali ed in filodiffusione tra i corridoi, o che vengono sparate dalle microcasse dello smartphone da qualche adolescente irriverente sui mezzi pubblici, hit usa e getta nel tempo della pubblicità a cui fanno da colonna sonora.
La musica non è più parte integrante del nostro concreto, ma appartiene ad una dimensione astratta, gassosa, impalpabile; la musica ha perso rilevanza, sociale, aggregativa e ricreativa, perlomeno per come tendevamo ad interpretarla.
Ma è pur vero che chi non rimpiange il passato è senza cuore, chi vuole ricrearlo oggi è senza cervello, tempus fugit.
Per me la Vaporwave è un connubio tra quello che siamo stati e quello che saremmo potuti essere, mentre però siamo fermi nel mezzo, stagnanti ed impauriti, troppo lontani sia dalla meta che dalla partenza, in un punto a caso a metà di un percorso dai bivi infiniti e spesso spaventosi.
Noi siamo qui, in un Non-luogo dell'era più criptica ed indecodificabile della nostra storia, un'era di post-verità e compromessi, di ascensori sociali bloccati e promesse non mantenute, non mantenibili.
Siamo qui, a ricordarci che è già accaduto, che sta accadendo.
Ed a rimpiangere quel passato, ridicolizzandolo nei suoi eccessi, cercando però allo stesso tempo di salvare quel poco di buono che è stato costruito, così da avere delle basi da cui ripartire.
Grazie a tutti per il vostro supporto.

credits

released February 12, 2019

Tito Machete ティトマチェーテ
titomachete.bandcamp.com
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